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GIOCHI DA TAVOLO: Jungle Speed

È un party game composto da un mazzo di 80 carte con vari simboli ed un totem, che si può giocare da 2 a 10 persone, a partire dai 7 anni.

La meccanica del gioco è davvero molto semplice: a turno ogni giocatore rivela la prima carta del proprio mazzo girandola (facendo attenzione a girarla verso gli altri e non verso se stesso) e nel caso il simbolo rivelato sia simile a quello di un altro giocatore deve essere il più veloce ad afferrare il totem di legno posto al centro del tavolo. Chi afferra il totem potrà così dare tutti i suoi scarti al perdente, che li porrà coperti sotto al suo mazzo. Il primo che rimane senza carte ed afferra il totem nello scontro che lo coinvolge è il vincitore.

A mettere un po’ di pepe nel gioco ci sono 3 carte speciali che servono a spiazzare i giocatori:

  • Carta con le frecce rivolte verso l’interno: è un segnale per tutti ad afferrare il totem. Il primo giocatore che lo afferra può mettere i suoi scarti sotto al totem. Questi diventeranno un peso per chi perderà lo scontro successivo, visto che andranno aggiunti agli scarti del giocatore che lo vince.
  • Carta con le frecce rivolte verso l’esterno: il turno successivo non sarà il singolo giocatore a rivelare la carta, ma tutti i giocatori in contemporanea. Se scatta lo scontro, si risolve normalmente. Attenzione che potrebbero esserci più scontri in contemporanea, ma come sempre vince il più veloce.
  • Carta con tutte le frecce colorate: dall’istante in cui viene rivelata questa carta gli scontri sono affidati non più ai simboli, ma al colore delle carte. Qualora due giocatori abbiano la carta dello stesso colore si dovranno scontrare. Nel caso non ci fosse nessuno con la carta dello stesso colore, si prosegue il gioco finché non s’innesca lo scontro. Una volta effettuato e risolto lo scontro con il colore si torna a giocare con i simboli.

Il gioco risulta dinamico ed estremamente divertente, considerando anche la possibilità di fare “le finte” per afferrare il totem, tenendo però presente che essendo sacro non può essere erroneamente toccato o afferrato, pena l’assegnazione degli scarti di tutti i giocatori.

È indubbiamente facile da spiegare e da preparare (il setup richiede davvero pochi minuti) ed ha una fortissima componente di rigiocabilità immediata, poiché stimola la competizione. Anche la caratteristica di poter coinvolgere fino a 10 giocatori è determinante per le persone a cui piace giocare in ampi gruppi. C’è da fare attenzione solo alla “foga” con la quale si gioca poiché essendo il totem di legno si può rischiare di “lanciarlo” verso oggetti che si possono rompere (insomma… meglio lontani dalle finestre o dai vasi cinesi!).

Di Jungle Speed esistono varie versioni, tra cui una da spiaggia dove le carte, seppur in minor numero, sono plastificate ed il totem è di plastica (quindi galleggiante!), ed una per bambini dai 4 anni in su.

Perché è considerato da molti un gioco educativo?

Indubbiamente Jungle Speed è basato sul collegamento tra il “colpo d’occhio” (quindi la vista), l’elaborazione delle immagini presenti e la reazione fisica immediata (afferrare il totem). Stimolare la velocita di questo riflesso condizionato è utile per tutte le età.

  • 7+ ETA’
  • 2-10 GIOCATORI
  • 15+min TEMPO

VIDEO PRESENTAZIONE

INFO AUTORE

Per ulteriori informazioni potete contattare l’autore a questa e-mail: giochianimati@onestaff.it .

Siberia è l’amministratore della One Staff S.r.l.s. Animazone,  il sito di riferimento è www.onestaff.it




ANIMAZIONE: Programmare attività per i bambini e bambine 6-10 anni [Focus 7-8 anni]

Continua la rubrica con le schede pedagogiche per preparare le attività di animazione rivolte ai bambini e ragazzi.  La scorza uscita ci siamo concentrati sulla fascia 6 anni ( ANIMAZIONE: Programmare attività per i bambini e bambine 6-10 anni [Focus 6 anni] ), oggi invece, ci concentriamo su quella 7-8 anni.

L’obbiettivo è di darvi gli strumenti per una programmazione efficace dell’animazione che risponda ai bisogni delle diverse fasce d’età tenendo conto dello sviluppo fisico, affettivo-emotivo, sociale, cognitivo. L’attenzione alle esigenze delle diverse fasce d’età è fondamentale per strutturare:

  • Ambienti di animazione
  • Le modalità di comunicazione (linguaggi)
  • Le attenzioni educative dell’animatore e la sicurezza
  • Le diverse tipologie di attività

In questa fascia di età l’animatore svolge un ruolo importante:

  • aiuta l’organizzazione del gruppo e media le relazioni
  • rassicura e tranquillizza
  • mette dei limiti e detta le regole dei giochi e alla vita del soggiorno
  • equilibra le attività individuali con quelle collettive
  • da la possibilità ai bambini di costruire i propri spazi e le proprie attività
  • incoraggia i bambini a responsabilizzarsi nelle proprie azioni

FOCUS

7 – 8 ANNI

LO SVILUPPO FISICO

  • rispetto ai 6 anni è più forte ma non ancora a sufficienza
  • ha bisogno di mettersi in gioco nelle attività fisiche ma non conosce ancora il proprio corpo
  • per recuperare energie utilizza il riposo e il sonno

LO SVILUPPO INTELLETTIVO

  • ha incominciato ad andare a scuola
  • percepisce ed elabora in modo nuovo e con maggiore competenza
  • ha una maggiore capacità di attenzione
  • sono gli anni delle “collezioni”
  • si sviluppano tutte le intelligenze e spiccano le predominanti (l’animatore deve coglierle e valorizzarle)

LO SVILUPPO AFFETTIVO E SOCIALE

  • inizia a sviluppare il senso di solidarietà
  • ama stare con gli altri e partecipa a giochi con regole
  • cerca ed apprezza la competizione
  • ha ancora bisogno di attenzione e consolazione in caso di problemi

Attività preferite

  • ogni gioco assume importanza nelle regole
  • attività fisiche all’aria aperta
  • giochi di imitazione
  • grandi costruzioni
  • attività elaborate espressive e creative
  • attività creative per la realizzazione pratica




SCHEDA TECNICA: Creare giochi video

Creare giochi, da sempre, è una delle attività preferite dagli animatori! Trovare nuove prove, inventare sfide mai viste, far scoprire quiz e indovinelli sconosciuti … tutto per stupire, intrattenere, far divertire e crescere bambini e ragazzi!!!

Ovviamente i tempi cambiano, le tecniche e gli strumenti si evolvono e noi non dobbiamo essere da meno, catturare l’attenzione è più facile se lo si fa tramite uno schermo, ma attenzione a non abusarne, sono già “bombardati” tutti i giorni da tablet, cellulari e pc!

Se volete creare un gioco video seguite questi passaggi, potrebbero facilitarvi il lavoro, poi se trovate il vostro metodo meglio ancora (magari condividetelo su questo portale per aiutare e suggerire nuovi metodi)

  1. Scegliere l’obiettivo/morale finale del gioco
  2. Decidere se creare un gioco quiz, o a prove (musicale, film, etc.)
  3. Scrivere le regole del gioco: Chiare, precise, non interpretabili
    • BONUS/MALUS
    • PUNTEGGI PER OGNI PROVA
    • COSA SI PUO’ FARE E COSA NO
  4. Stabilire se produrre:
    • Un video continuo da “stoppare” di volta in volta. In caso di questa scelta utilizzare un programma base, disponibile su tutti i pc, Imovie o Windows Media Player se siete alle prime armi. Se avete conoscenze grafiche o da videomaker potete anche utilizzare programmi più avanzati come After effect o final cut pro.
    • Un file con pagine interattive e si va avanti solo premendo sugli iperlink. In caso di questa scelta utilizzare un programma base, disponibile su tutti i pc, Keynote o PowerPoint.
  5. Preparare delle cartelle divise per prove o quiz
  6. Caricare all’interno delle cartelle tutti i file della determinata prova
    • MUSICA
    • IMMAGINI
    • FILE PDF
  7. Prestabilire una schermata di stop di tanto in tanto (in caso di video) per non “troncare” musiche o immagini o video a metà e soprattutto per interagire con le squadre
  8. Iniziare a creare il video/file interattivo:

FOCUS

CHECK-UP E SOUND CHECK

Controllare la sala per lo svolgimento del gioco:

  1. Illuminazione sala (poca luce per proiezione);
  2. Zone per squadre (in sicurezza):
    • No cavi in giro;
    • No faretti per illuminazione soffusa vicino;
    • No sedie e tavoli;
  3. Zone per prove di movimento (senza ostacoli e in sicurezza);
    • No cavi in giro;
    • No faretti per illuminazione soffusa vicino;
    • No sedie e tavoli;
  4. Controllare i cavi utili:
      • COMPUTER (alimentatore e adattatori)
      • PROIETTORE (alimentatore e hdmi/wga);
      • CASSE MUSICALI (alimentatore e cavo audio);
      • FARETTI E LUCI (alimentatore/pile e lampadine);
  5. Backup del gioco (su chiavetta usb o hd);
  6. Prove generali  dell’impianto e del gioco.
  • INTRO
  • INGRESSO PRESENTATORE
  • SPIEGAZIONE REGOLE
  • INGRESSO GIUDICE (facoltativo)
  • PROVE
  • FINALE (con premiazione facoltativa)

Il video/file interattivo serve, come detto all’inizio della scheda, per catturare l’attenzione. Non dimenticatevi che questo non si sostituisce a noi, è solo un catalizzatore, il nostro entusiasmo, la nostra allegria, la nostra energia e i nostri sorrisi saranno, come sempre, gli ingredienti segreti per rendere una serata di animazione o una festa o una qualsiasi attività con i minori indimenticabile e di successo!




GIOCHI: I PICCOLI GIOCHI E LE ATTIVITÀ LABORATORIALI

È importante ricordare che il gioco è la modalità spontanea e naturale che il bambino utilizza per apprendere e crescere coinvolgendo tutti gli aspetti della sua personalità da quelli fisici e quelli psico-fisici. Attraverso il gioco i bambini e i ragazzi costruiscono la propria identità e le proprie competenze. Allo stesso modo le attività laboratoriali gli permettono di sperimentare ed apprendere.

Decidere il gioco e l’attività migliore

Solitamente un piccolo gioco o un’attività non possono durare più di 50 minuti massimo un’ora. Come per i grandi giochi é importante tenere in considerazione uno sfondo integratorio e le regole organizzative di base che permettono di rendere tutto più coinvolgente e motivante. Alcune regole da tenere in considerazione per la buona riuscita di un gioco o in generale di un’attività sono:

  • presentare un’attività facile da realizzare
  • partecipare, come adulto, all’attività proposta
  • farla nascere dagli interessi e dalle attitudini dell’animatore tenendo conto anche di quelle dei bambini e dei ragazzi
  • esplicitare le regole in modo chiaro e semplice
  • utilizzare linguaggi vicini all’età e ai gusti dei ragazzi che la svolgeranno

I laboratori

Ogni laboratorio coinvolge tutti gli aspetti della persona, intellettivo, fisico e creativo, e dev’essere visto come spazio di crescita a tutti gli effetti. Altri aspetti importanti sono la cooperazione, l’apprendimento e la condivisione. All’interno di un laboratorio la figura dell’animatore è fondamentale per mediare i processi e programmare l’attività finalizzandola. Affinché i bambini siano coinvolti e l’attività risulti efficace deve essere proposta con entusiasmo da chi la conduce. Per questo motivo:

  • nell’equipe confrontatevi sugli interessi degli animatori e ognuno prepari l’attività per cui è più portato
  • tenetevi aggiornati sulle attività preferite dai bambini e dai ragazzi utilizzando i linguaggi che conoscono: art attack, cortometraggi, montaggi foto e video, musica, sport, etc. con i cellulari, web radio, etc.
  • adattate il laboratorio all’età, alla durata, al numero di partecipanti e al tipo di partecipanti
  • predisporre gli ambienti e provare il laboratorio prima di proporlo

L’animatore e l’animatrice educativi nel laboratorio

Gli animatori sono coloro che rendono vincente un’attività e lo fanno proponendola in modo accattivante, utilizzando magari una scenetta o raccontando che l’oggetto che si prestano a realizzare è qualcosa di unico.

Quando si svolge un’attività di questo tipo è necessario che l’animatore sappia realizzare l’oggetto in questione e spiegare i vari passaggi ai bambini e ragazzi. Non deve mai sostituirsi ai ragazzi, loro sono protagonisti e gli animatori devono stargli accanto stimolandoli, aiutandoli, incitandoli e confortandoli quando si scoraggiano. Se alla fine del laboratorio si sentiranno appagati per il lavoro svolto, allora anche gli animatori si sentiranno soddisfatti.

FOCUS

LABORATORIO EFFICACE
  • conoscere bene l’argomento (utile è fare delle prove prima di proporlo ai ragazzi)
  • verificare le condizioni di sicurezza (pensare all’età e alle abilità dei ragazzi)
  • predisporre i materiali necessari prima dell’inizio dell’attività
  • fare un sopralluogo per studiare lo spazio nel quale si svolgerà il laboratorio
  • contestualizzarlo con una presentazione efficace



SCHEDA TECNICA: BANSOLOGIA

Sappiamo tutti che cos’è un BANS??Sappiamo farlo fare ai nostri ragazzi?Far cantare un bans non è semplice e non è solo la capacità di coinvolgere e trascinare un gruppo numeroso di ragazzi, ma anche abilità tecnica ed un pizzico di furbizia.

CHE COS’È UN BANS?

 “Bans” è un termine inglese di origine onomatopeica e ricorda, infatti, un’esplosione! È un urlo, un intervallo, uno sfogo, un modo per ottenere attenzione o silenzio, un riempitivo.Sono utili per scaldare l’ambiente e renderlo più frizzante e sono un ingrediente fondamentale dell’animazione perché nella loro semplicità manifestano diverse funzioni:

  • aggregano
  • rallegrano il gruppo
  • aiutano a superare paure e timidezze
  • tendono ad integrare ciascuno nel gruppo

 L’animatore che propone un bans, si trasforma in un vero e proprio direttore d’orchestra! Dunque, si tratta di stimolare i ragazzi e mettere in atto tutte le loro potenzialità espressive senza nessun problema di immagine, in modo tale che tutti possano intervenire così come sono capaci.  

ALCUNI CONSIGLI PER L’USO

 

  1. Proponete un bans solo quando lo conoscete bene e lo avete provato prima, così partirete sempre convinti. 
  2. Fate assumere la posizione adatta con entusiasmo e senza perdere molto tempo.
  3. Prima dei gesti, insegnate la canzone.
  4. Poi insegnate i gesti.
  5. Metteteci la grinta giusta, fate il bans senza vergogna e non preoccupatevi se non tutti i ragazzi partono subito con i gesti, verranno sicuramente coinvolti dall’esecuzione di tutti gli altri.
  6. Se, mentre spiegate il bans, i ragazzi fanno delle domande, cercate di non rispondere ad ognuno e non fate caso ai “mugugni”, siate decisi e il vostro entusiasmo sarà contagioso.
  7. Se i ragazzi sono in cerchio, non mettetevi mai in centro per spiegare bans o giochi in generale, ma sempre in mezzo a loro, in modo che tutti vi possano sentire e vedere.
  8.  Valutate il tempo: quanto tempo ho a disposizione? Vale la pena spendere parecchi minuti per spiegare un bans che dura invece pochi attimi? Se ho molto tempo a disposizione, ho una lista di bans da proporre senza lasciare tempi morti e far calare il coinvolgimento?
  9. Tenete a mente l’età del gruppo, i più grandi tendono a vergognarsi.
  10. Nella scelta del bans tenete presente il numero di ragazzi che avete di fronte… certi bans hanno effetto perché si è in tanti.  

TIPI DI BANS

BANS URLATI: Questi bans funzionano solo se l’animatore è convinto! Hanno lo scopo di sfogare l’energia trattenuta, di riempire brevi pause, di ottenere silenzio, di sottolineare momenti particolari come i compleanni.. (Es: h2..ooh per il silenzio! Il ragno, la mosca!) 

BANS CANTATI E MIMATI: Sono quelli classici, con un motivo musicale, il testo e i gesti collegati ad esso… (Es. Cantati: la canzone della felicità; Mimati: mi chiamo joe)

https://youtu.be/05-knEIXk-o

BANS A CERCHIO: Bans che favoriscono il movimento e il coinvolgimento di tutto il gruppo. Sono utili per i momenti di accoglienza e di conoscenza. Il cerchio è ordinato e aiuta ad essere disciplinati, non crea differenze d’importanza fra i ragazzi, tutti sono coinvolti allo stesso modo… (Es. joghi, pollici avanti) 

BANS A CORI O SETTORI: Si divide il gruppo a settori e si affida a ciascuno un urlo, un canto ben definito… (Es. Un chodo de ferro vecho!)  

ED ORA SIETE PRONTI A BANSARE INSIEME?!? 



ANIMAZIONE: Programmare attività per i bambini e bambine 6-10 anni [Focus 6 anni]

Con questa rubrica proponiamo una serie di schede pedagogiche per preparare le attività di animazione rivolte ai bambini e ragazzi.

Per creare le attività e rendere efficaci il Progetto Pedagogico e di Animazione, l’animatore e l’animatrice devono conoscere con precisione i bisogni e le caratteristiche di tutte le fasce d’età in relazione allo sviluppo fisico, affettivo-emotivo, sociale, cognitivo.

L’attenzione alle esigenze delle diverse fasce d’età è fondamentale per creare un ambiente che rispetti i bambini e i ragazzi.

Sviluppare i ritmi e i tempi del centro estivo e del soggiorno, le attività, i giochi, i modi di comunicare in relazione alle diverse fasce d’età e ai loro bisogni è la chiave per conquistare i ragazzi infondendo in loro un profondo senso di rispetto e rendendo efficace l’azione dell’equipe.

La programmazione differenziata è un grosso impegno sia organizzativo che educativo, consiste nel diversificare le attività e creare tanti “piccoli progetti educativi” mirati, dando importanza alle esigenze e alla crescita di ogni partecipante.

Per una progettazione efficace è importante differenziare le attività in cinque fasce differenti: 6 anni, 7-8 anni, 9-10 anni, 11-13 anni, 14-17 anni.

Tutte le attività, l’organizzazione, la strutturazione del tempo, devono rispettare i bisogni di ogni specifica fascia d’età tenendo conto delle regole di sicurezza fisica, educativa e sanitaria.

Lo studio pedagogico del bambino e del ragazzo in ambito animativo-educativo tiene conto di tre aree principali:

  • AREA dello sviluppo fisico
  • AREA dello sviluppo affettivo e sociale
  • AREA dello sviluppo intellettivo

Questo tipo di studio permette di strutturare:

  • Gli ambienti di animazione
  • Le modalità di comunicazione (linguaggi)
  • Le attenzioni educative dell’animatore
  • Le diverse tipologie di attività

I bambini e le bambine 6-10 sono i “mostriciattoli” del centro: sono i primi che la sera crollano dal sonno e sono i più esigenti sia emotivamente che fisicamente. Amano l’ambiente fantastico, è importante creare per loro spazi temporali dedicati (es. riposo pomeridiano, serate più brevi, etc…) e spazi fisici (sala del riposo, spazio ludico specifico, ecc…) il tutto condito di tanta allegria e moltissime attenzioni alla sicurezza.

I bambini e le bambine 9-10 si sentono più grandicelli dei mostriciattoli, ma hanno lo stesso una gran voglia di giocare! Con loro si incomincia a sviluppare un progetto di autonomia più strutturato e allo stesso tempo amano le storie, i personaggi o i giochi avventurosi.

#giochiamo

Il gioco è il linguaggio naturale dell’essere umano prima di tutto del bambino! Più che un hobby è spontaneità di espressione e il modo che ha di catturare il mondo che lo circonda, per sperimentarsi, per apprendere.

#scopriamo

Tra i 6 e i 10 anni, il bambino ha un forte desiderio di imparare e scoprire. Curiosi di tutto, cercano di capire “perché” e “come funziona”, è importante saper dare le risposte giuste o, ancora meglio, aiutarli a cercare la soluzione.

#sperimentiamo

Per capire le cose e affrontare la realtà, il bambino ha bisogno di manipolare e produrre, di sporcarsi le mani! Sotto i 10 anni il bambino non è autonomo, ha bisogno di sentire la rassicurante presenza degli adulti ma ha anche bisogno di compiti su misura, l’adulto deve aiutare a strutturare l’ambiente intorno a lui.

#instancabili

Hanno una grande voglia di fare senza fermarsi!! Sono infaticabili ma non ancora consapevoli dei propri limiti e hanno anche bisogno di molto riposo. L’adulto deve programmare e equilibrare i ritmi della vita del centro o del soggiorno, del gioco e delle attività con i momenti di risposo.

#tuttinsieme

Voglia di socializzare con i pari, con i più grandi, con gli adulti. Amano i grandi giochi di gruppo, scoprono che ci sono delle regole per vivere bene insieme, iniziano a comprendere che tutti hanno delle opinioni e bisogna tenerne conto: è importante chiedergli “cosa ne pensano”… diventano capaci di dare consigli, ascoltare gli altri e dare il proprio contributo.

#valorialità

Il bambino diventa molto sensibile e attento alle nozioni di giustizia, di equità e di parola… Sono critici verso chi vuole imbrogliare, ci tengono alle promesse, odiano le menzogne, i pregiudizi e le sentenze. Scoprono sentimenti come la solidarietà e la compassione.

#tecnologici

Nativi digitali con Internet e cellulari, sono abituati ad avere accesso a tutto in una volta, cliccano le App, incominciano a comunicare con WhatasApp e conoscono Tik-Tok; tutto rapido ma a volte in modo superficiale.

#fantastichiamo

Il bambino ama “fingere” e raccontare grandi storie; sono principesse, super eroi, veterinari o cantanti.

FOCUS

ATTENZIONI DELL’ANIMATORE e DELL’ANIMATRICE: I 6 ANNI

  • Programmare e gestire l’attività sui bisogni dei bambini
  • Utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile
  • Sorvegliare sempre e continuamente i bambini
  • Variare sovente le attività in particolare nei centri estivi e nei soggiorni di vacanza: suddividere la programmazione del mattino e del pomeriggio in due parti (prima parte 1,5 h. pausa poi seconda parte 1,5 h.)
  • Organizzare l’ambiente intorno alle loro esigenze
  • Rassicurare, tranquillizzare e porre dei limiti
  • A quest’età gli animatori rappresentano un papà o una mamma, devono quindi essere in grado di equilibrare l’amorevolezza e la dolcezza con l’autorevolezza, bisogna essere coerenti tra le parole e i gesti.
  • La presenza e l’essere un punto di riferimento sono fondamentali per tranquillizzare il  bambino e la famiglia durante l’esperienza

LO SVILUPPO FISICO

  • Fino ai 6 anni sono gli anni dello sviluppo fisico e delle abilità
  • Prende consapevolezza delle sue diverse parti del corpo
  • Importante è il rispetto dei ritmi perché si stanca velocemente
  • Fondamentale è l’equilibrio tra riposo, pasti, giochi e tempo libero

LO SVILUPPO AFFETTIVO E SOCIALE

  • Parole chiave sono amorevolezza e dolcezza
  • A livello emotivo è molto sensibile
  • Incomincia a distinguere il “bene” dal “male”
  •  attento alla presenza dell’adulto: lo aiuta, lo imita, lo ascolta, lo osserva e lo studia
  • Ha bisogno di essere incoraggiato, aiutato, stimolato
  • Sviluppa il senso della giustizia ed è attento
  • Non è autonomo nella sicurezza, non vede i pericoli (non ha capacità di discernimento) 

LO SVILUPPO INTELLETTIVO

  • Il tempo di concentrazione e di attenzione è limitato
  • Apprende per imitazione
  • Il mondo intorno a lui è una scoperta e allo stesso tempo è enorme
  • Ha bisogno di essere ascoltato e in generale di comunicare
  • Il mondo lo costruisce in equilibrio tra fantasia, creatività e realtà
  • Scopre il mondo che lo circonda utilizzando i sensi e sperimentando



DOSSIER: Esperienze di Animazione 2.0

Da quando è iniziata la crisi sanitaria e il blocco delle attività di animazione la maggior parte delle organizzazioni hanno ideato modalità diverse per tenere il contatto con i propri utenti.
Ovviamente il modo più immediato è stato quello di pensare al web… ad un’animazione 2.0.
Ma sono riusciti tutti a mantenere e perseguire gli obiettivi educativi e pedagogici? A mantenere effettivamente il contatto?
Cosa possiamo imparare da queste esperienze 2.0?

Dal primo giorno dei confinamenti ci è sembrato surreale non poter incontrare i bambini e i ragazzi, condividere con loro esperienze, giocare con loro.
La domanda è la stessa per tutti: noi “animatori nati sul campo“, abituati da tutta una vita a “sporcarci le mani“, a vivere in modo diretto emozioni e esperienze di crescita, come avremmo potuto continuare a fare tutto questo senza poter incontrare i nostri utenti?
Passate le prime settimane di sgomento ecco che tra gli animatori si è fatto strada “lo spirito creativo” dell’animazione e le idee hanno preso forma.
L’utilizzo delle tecnologie, del web e dei social si sono moltiplicate un po’ ovunque, sia all’interno delle organizzazioni che verso gli utenti dei servizi, per superare i confinamenti, per tenere i rapporti, per offrire animazione.
Le attività sono state tantissime e diversificate: pubblicazioni in pdf per guidare alla realizzazione di attività e giochi, spazi per riflettere, tutorial video, podcast, gruppi su Facebook per intrattenere con dirette, animazioni su WhatsApp e anche soggiorni di vacanza e centri estivi virtuali con video e live!
Questo è il vero spirito dell’animazione: entusiasmo, vitalità e creatività.

Cosa è andato per la maggiore?
Le attività preferite e più richieste sono state quelle con giochi che richiedevano l’utilizzo di materiali realizzabili da soli o in compagnia di adulti. Molte organizzazioni le hanno rese disponibili creando schede in pdf scaricabili oppure organizzando su youtube tutorial o dirette facebook che guidavano i bambini nella loro realizzazione. Molte organizzazioni hanno continuato a tenere i rapporti con gruppi di famiglie attraverso pagine facebook, organizzando attività di vario tipo: quiz, gialli interattivi, battaglie navali, cruciverboni, etc… . Altre organizzazioni, più a diretto contatto con i giovani, hanno organizzato appuntamenti regolari on line, anche come sostegno ai compiti e al tempo libero. Infine non possiamo non citare le esperienze di comunicazione educativa in particolare nei periodi di lockdown, per aiutare le famiglie a sostenere i figli oppure per spiegare in modo semplice cosa stava succedendo attraverso semplici regole e campagne di comunicazione rivolte direttamente ai bambini. A questo proposito Nueva Idea ha prodotto due mini video:

LE REGOLE PER VIVERE IN LOCKDOWN

COS’è IL CORONAVIRUS

Un’esperienza di soggiorno di vacanza virtuale: lo “Smart Camp”

Nueva Idea dopo 25 anni di soggiorni di vacanza per minori in giro per l’Italia ha creato un’iniziativa veramente originale: un soggiorno di vacanza virtuale. Bambini e i ragazzi si collegavano ad un portale On Line dedicato e sicuro, all’interno del quale sono state organizzate attività ludiche e laboratori realizzati da animatori professionisti.

Le attività proposte erano in parte autogestite dai singoli partecipanti ed in parte moderate e dirette a distanza da uno staff di animazione che interagiva con i partecipanti lanciando sfide e prove: dal risveglio muscolare al gioco serale, dal laboratorio manuale allo sketch di cabaret, dai giochi musicali alle attività educative, dai giochi interattivi agli spettacoli.

 I ragazzi hanno potuto partecipare per l’intero periodo estivo dal 29 giugno al 13 settembre e la programmazione delle attività live bisettimanali ha permesso di immergersi in un mondo fantastico creato appositamente per bambini grazie ad un “filo conduttore” divertente ed avvincente. Tutto il progetto è stato pensato per coinvolgere i bambini e i ragazzi in modo sicuro all’interno di un format educativo e protetto, stimolandoli a svolgere in autonomia o con i propri famigliari le attività proposte una volta disconnessi i dispositivi.

Il “Cortile digitale”

Cosa succede quando un gruppo di agenzie di animazione di tutta Italia si unisce su un progetto comune?
Un’esperienza molto particolare che vogliamo raccontare è quella della rete delle agenzie “Animazione d’eccellenza“.Filippo Chiadò Pulli, l’ideatore, ci racconta l’esperienza nata nel novembre 2019: il gruppo composto da circa 30 agenzie inizia a marzo ad affrontare i problemi legati al Covid-19 e al lockdown pensando a nuove soluzioni di animazione che sfruttassero le tecnologie on line per tenere i contatti con le famiglie e i bambini, per non farli sentire soli, per continuare a dare loro momenti di animazione.
All’interno della rete sono diverse le attività che vengono sperimentate dalle agenzie, tra le quali quella di Isabella di Feste Bimbi e Filippo di Circowow che fanno nascere il progetto “Pronto Chi Gioca”: vengono così sperimentati i primi processi di gioco mediati da uno schermo grazie allo strumento della video-chiamata whatsapp.
Da questa esperienza durata circa 2 mesi che ha coinvolto oltre 500 bambini, nasce l’idea di testare una modalità che non veda solo più coinvolto l’animatore e il bambino singolo ma realizzi una situazione di gioco nella quale sia possibile creare socializzazione. Nasce così a Maggio 2020 Il “Cortile digitale”, un format ludico digitale realizzato grazie alla piattaforma Zoom che coinvolgerà migliaia di bambini residenti in Italia e all’estero. Il format viene adottato da diverse agenzie in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio, Toscana, Emilia Romagna permettendo a molte delle realtà territoriali di evolvere i propri processi ludici e restare vicino alle famiglie e ai bambini in modo nuovo mantenendo però il ruolo sociale e ludico che contraddistingue l’animazione territoriale.

Il valore del gioco come strumento di aggregazione digitale diventa quindi un nuovo mezzo per tutte le agenzie della rete, su questo valore vengono progettati diversi nuovi format che permettono alla agenzie di raccontare l’evoluzione dell’animazione.

Cosa è rimasto dopo tutto questo? Una app per l’animazione 2.0.

L’esperienza di animazione nel mondo digitale non è stata quindi del tutto negativa, in qualche modo le organizzazioni hanno potuto e possono continuare a tenere i contatti con gli utenti coinvolgendoli da casa.
Purtroppo a causa delle normative governative anti-covid19, ancora oggi non sono possibili assembramenti e le aziende, le realtà territoriali, così come le scuole e i centri di aggregazione sono costretti ad annullare eventi e feste con le famiglie, e questo tipo di esperienza continua ed essere l’unica possibilità.

NUEVA IDEA dopo aver sperimentato lo Smart camp ha pensato di continuare ad offrire una valida alternativa proponendo giornate di festa, animazione e spettacoli visibili attraverso una web-tv esclusiva.
All’interno della propria piattaforma web con accesso riservato e protetto da password,  vengono proposti eventi live in esclusiva per tutte le famiglie, le quali possono accedere da pc o direttamente con la App scaricabile da Google Play Store e dall’App Store.



Per concludere.

La pandemia ha annullato semplicemente gli eventi ma non l’energia e la voglia di divertirsi e stare insieme e forse proprio quest’anno, la necessità di sorridere e di dedicare alcune ore alla spensieratezza e allo svago, sembrano ancora più necessarie degli scorsi anni.
Le attività digitali hanno rappresentano un’esperienza nuova per l’ambiente dell’animazione tradizionale e questo ha insegnato alle organizzazioni che anche in futuro nel ritorno al rapporto “Live” con i propri utenti, alcune proposte potranno essere fatte sul web e sui social per renderle più accattivanti e raggiungere in modo più diretto i propri utenti.




SCHEDA TECNICA: IL GIOCO DI CONOSCENZA

Il gioco di conoscenza è il primo vero contatto tra il gruppo di bambini ed il suo referente adulto. In un centro estivo o in un soggiorno di vacanza, attraverso il gioco di conoscenza, ci presentiamo come animatori ai ragazzi, iniziamo il processo di conoscenza dei ragazzi e offriamo un metodo e del tempo perché i ragazzi possano iniziare a conoscersi fra di loro.

Molto spesso questo tempo non è neanche tantissimo ed è anche per questo motivo che giocare e conoscersi per la prima volta con un nuovo gruppo di bambini e ragazzi riserva emozioni sempre uniche e speciali e deve essere gestito con un elevatissimo carico di energia positiva e tanta, tantissima curiosità!

Analizziamo i termini: GIOCO DI CONOSCENZA

  • GIOCO: siamo gli animatori e dobbiamo subito entrare in contatto con il nostro gruppo di bambini. Il termine gioco ci aiuta a comprendere subito l’approccio che dobbiamo avere per questa prima attività di contatto.
  • CONOSCENZA: l’obiettivo è iniziare a conoscere il gruppo, farsi conoscere come loro animatore e referente, far conoscere i bambini tra di loro imparando i nomi di ciascuno.

Dobbiamo organizzare giochi, ma dobbiamo saperlo fare con una finalità ben precisa che ci porta a selezionare una tipologia d’attività specifica, una situazione ambientale, temporale e comportamentale adeguata, oltre ad una pazienza, ad una dolcezza ed un carisma che dovremo mostrare ancora più forti che in qualsiasi altro momento. 

SITUAZIONE AMBIENTALEFare un’attività di movimento limitata in uno spazio ben definito e comunque ristretto.Fare un’attività da seduti in cerchio per permettere un’unione e conoscenza anche e soprattutto  visiva.

SITUAZIONE TEMPORALE

Fare giochi ed attività anche differenti (pur mantenendo chiaro l’obiettivo di conoscenza del gruppo), ma senza prolungarsi oltre il tempo necessario a diventare un animatore di fiducia e simpatia per i ragazzi, a creare un’armonia del gruppo, a far conoscere tra di loro i singoli soggetti. 

SITUAZIONE COMPORTAMENTALE

Pazienza: appena conosciuti i ragazzi, un animatore non può permettersi di urlare, sgridare e rischiare di perdersi subito la simpatia di qualche bambino.Dolcezza: appena conosciuti i ragazzi giunti in un posto nuovo, senza genitori e senza magari conoscere nessuno…l’animatore deve mostrare tutta la sua dolcezza per rendere l’accoglienza un momento piacevole anche per i bambini più sensibili.Carisma: appena conosciuti i ragazzi dobbiamo saperli conquistare fin dalle prime parole e dai primi gesti riuscendo a trasmettere loro fiducia e serenità per ottenere il giusto equilibrio tra entusiasmo, euforia, rispetto dei coetanei, dell’adulto e delle regole.

NOTA BENE

Pur tenendo presente che facciamo una valutazione del gioco di conoscenza riferendoci ad un animatore con un gruppo di minori, non dobbiamo dimenticare che le stesse regole e la stessa importanza potrebbe essere fatta per una valutazione del gioco di conoscenza anche per un gruppo di adulti.




SCHEDA TECNICA: L’impianto audio e video

Uno dei grandi “scogli” per l’animatore e le animatrici è quello di saper utilizzare in modo corretto il “famigerato” impianto audio.
Fischi, microfoni che non vanno, cavi che non alimentano, non si sente bene nel pieno della serata, etc…. sono tutte problematiche che possono essere evitate con un po’ di pratica e seguendo bene le fasi di montaggio e di prove prima dell’attività.
In questa mini guida vogliamo darvi le indicazioni per realizzare un evento senza problemi. Avere cura dell’impianto audio/video significa curarlo dal montaggio allo smontaggio.

MONTAGGIO:

  • Trovare uno spazio “sicuro” per la postazione
  • Mettere in sicurezza il passaggio dei cavi e “proteggere” la postazione
  • Assicurarsi che tutti gli apparecchi siano spenti e con i volumi al minimo
  • Collegare tutti gli apparecchi senza accenderli
  • Provare i volumi stando davanti alle casse e non dietro
  • Tenere il volume delle casse con i livelli giusti, facendo attenzione alle spie rosse
  • Controllare batterie microfono e di tutti gli apparecchi che vanno a pile
  • Accendere un apparecchio alla volta
  • Se senti ronzio o fischio, prova a vedere se i cavi sono inseriti bene e che non siano attorcigliati

SMONTAGGIO:

  • Abbassare i volumi delle casse e/o spegnere tutti gli apparecchi
  • Staccare la corrente
  • Togliere cavi e chiuderli bene con un filo, non usare lo scotch
  • Togliere le batterie dai microfoni
  • Mettere tutto nelle proprie confezioni
  • Non lasciare nulla incustodito

FOCUS

CONSIGLI

  1. Creare una playlist con musica sempre aggiornata
  2. Fare cartelle con musica divisa per generi
  3. Creare Playlist DISCO
  4. Creare Playlist BALLI DI GRUPPO
  5. Creare Playlist COLONNE SONORE FILM E CARTONI ANIMATI
  6. Creare Playlist SUONI ED EFFETTI SONORI
  7. Assicurarsi sempre che le canzoni non contengano un linguaggio troppo volgare
  8. Scaricare da youtube le tracce karaoke
  9. Non sforzare mai le casse, se vedi che si accende la spia rossa non andare oltre perché la puoi danneggiare
  10. Avvicina la bocca al microfono cercando di capire la distanza corretta da mantenere (se rimani troppo distante il suono risulta basso, se sei troppo vicino il suono può subire fastidiose distorsioni)