Questo sito fa uso di cookies. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie

SEGUICI  

ARTICOLI

FORMAZIONE: La formazione dell’animatore dell’animatrice educativi

Ad oggi in Italia la figura dell’animatore e dell’animatrice educativi non è riconosciuta e per questo motivo diventa ancora più  importante costruire un modello complesso di organizzazione che garantisca la qualità dell’animazione.
Sono moltissime le persone che nelle loro attività di intrattenimento ed educative utilizzano come strumento l’animazione, e per questo motivo è necessario individuare le competenze e le caratteristiche della figura.

Ad esempio la capacità di analisi, di progettazione e di gestione delle attività di animazione è richiesta in più ambiti come centri sociali, ludoteche, spazi giovanili, associazioni, oratori, centri culturali ed interculturali, centri anziani e case di riposo, musei, biblioteche, scuole, ospedali, centri estivi, grest, soggiorni di vacanza per minori, ecc…

L’animatore e l’animatrice devono avere capacità nell’analisi degli ambienti, nell’organizzazione di eventi culturali e di intrattenimento, nelle feste di quartiere e nella strutturazione di spazi di incontro. Una delle qualità maggiori di un buon animatore educativo risiede nella sua capacità di trasformare contenuti culturali in attività ludiche e d’intrattenimento.

Gli esempi potrebbero essere tantissimi, l’orientamento scolastico è un argomento di educazione civile serio che può essere affrontato con le tecniche e le metodologie di comunicazione di un animatore educativo che studia l’argomento, lo collega con le sue tecniche e le sue competenze di carattere ludico e di spettacolo creando una performance, una lezione teatrale, un gioco interattivo o qualunque altra forma di comunicazione efficace ed accattivante oltre che chiara e ricca di contenuti.

I servizi che è in grado di sviluppare l’animatore educativo sono diversi: dal coordinamento di gruppi formali e informali, alla gestione di servizi socio-educativi, dalla programmazione economica del progetto di animazione, alla strutturazione di ambienti ludici, dai laboratori creativi, all’animazione del contesto, dall’attivazione di reti sociali, alla progettazione e attuazione di politiche sociali e animazione socio-culturale, etc…

La formazione si sviluppa su più piani:

  • Nella relazione (empatia) con se e con l’altro (essere se stessi, la coscienza, i valori, la pedagogia educativa, il sistema preventivo etc.)
  • Nelle conoscenze specifiche relative alle neuroscienze e all’animazione, all’empatia e all’animazione, all’intelligenza emotiva, alla creatività e al pensiero laterale, alla pedagogia del gioco.
  • Nelle capacità di organizzare l’animazione con tecniche specifiche: cura dell’abbigliamento, dell’oggettistica e dei gadget, utilizzo del materiale, saper fare programmare per obiettivi, la cura della scenografia, il saper adattare la musica e l’abbinare l’uso delle luci, il saper contestualizzare e tematizzare, il saper valutare le età e la cultura.

Le competenze più specifiche si sviluppano negli ambiti:

  • della pedagogica e della psicologia
  • delle neuroscienze e nella neuro-educazione
  • dell’empatia e dell’intelligenza emotiva
  • della creatività e del pensiero laterale,
  • del gioco
  • delle tecniche di animazione
  • delle dinamiche e gestione del gruppo

L’acquisizione di queste competenze e conoscenze non deve essere vista come obiettivo finale, ma come parte integrante di un processo formativo più ampio, questo perché prima di ogni conoscenza tecnica o scientifica, in particolare nell’ambito delle scienze umane e sociali è fondamentale la formazione della persona come essere umano.

image_pdfimage_print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *