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ANIMATORE E ANIMATRICE EDUCATIVA – Punire o sanzionare?

Sanzionare non vuol dire né giudicare né punire ma distinguere l'errore dall'atto intenzionale.

Sanzionare rappresenta un punto di ripristino, una "seconda opportunità" che permette di capire le regole e non fraintenderle.

Luciano Guazzi

Tra i compiti degli animatori c’è quello di educare accompagnando i ragazzi nella crescita. Una delle modalità più comuni è quella di utilizzare delle regole: a volte esplicite, ovvero dichiarate ai bambini all’inizio di un’attività ad esempio non dire le parolacce, a volte sottintese come quelle del rispetto reciproco. Ogni esperienza comunitaria, di vita con gli altri, implica delle regole comuni.

Le regole devono necessariamente essere dette, motivate, condivise e quando possibile co-costruite, verificando che tutti i bambini e i ragazzi le abbiano comprese bene. Solitamente le regole principali vanno spiegate prima della scelta di partecipare al soggiorno, al centro estivo, alle attività e ribadite all’arrivo e durante lo svolgimento.

Le regole non devono essere fini a sé stesse.

Ogni regola deve:

  • essere chiara e comprensibile a tutti
  • giusta (non deve nascere solo dai bisogni personali degli animatori)
  • non deve rappresentare solo una questione di controllo
  • contenere divieti, diritti e doveri
  • rispettare le condizioni di sicurezza
  • essere coerente con i valori

Alcune regole come il rispetto verso gli altri o quelle legate alla sorveglianza e controllo non sono negoziabili. Altre hanno un carattere pedagogico come la puntualità, l’ordine, etc… e possono nascere da un confronto con i nostri ragazzi. 

DUE REAZIONI DA EVITARE
  • non fare niente quando viene trasgredita una regola
  • punire in modo eccessivo senza distinguere le emozioni proprie dal fatto compiuto
  • tutte le sanzioni devono essere comprese bene dal bambino e dal ragazzo e devono:
      • essere integrate in un percorso di educazione alle emozioni
      • essere proporzionate all’atto compiuto
      • rispettare la dignità del bambino ed essere giuste
      • permettere di riparare le conseguenze del suo atto in relazione all’altro stesso

Le regole sono fondamentali per poter garantire una vita comunitaria che rispetti la libertà di ognuno ed è proprio su questo principio che si devono fondare. La responsabilità di deciderle e trasmetterle appartiene agli animatori, ma perché siano efficaci devono nascere insieme ai ragazzi ed essere condivise.

Cosa succede quando una di queste regole viene infranta? La sanzione educativa.
Come si comportano gli adulti di riferimento? Cosa si chiede a chi ha infranto la regola?

Purtroppo ereditiamo dai nostri genitori e dalla società un sistema educativo con caratteristiche punitive: ” hai sbagliato e adesso paghi“, quando una regola è infranta, il sistema ritiene che l’unico modo per far capire l’errore sia punendo. Ma esistono altri modi? 

Parliamo di sanzione educativa. Quando un bambino commette un errore a noi interessa che comprenda di aver sbagliato permettendogli di crescere.
L’obiettivo è mettere in evidenza il positivo, non solo il negativo: è l’insieme dei due che permette di costruire il percorso di cambiamento e di consapevolezza. Il positivo sarà la nostra capacità di confronto con l’errore commesso e con l’analisi da fare insieme al bambino o al ragazzo. Il negativo sarà la presa di coscienza dell’azione errata. Unire gli elementi positivi e negativi vuol dire dare l’opportunità ad un bambino o ad un ragazzo di comprendere che si può rimediare, che si può non ripetere l’errore, che si può aver superato la fase di non comprensione di un’azione da non fare.

Pensiamo agli elementi dell’educare, devono essere presenti nella sanzione soprattutto nel momento in cui devo far rispettare delle regole, ma nel momento in cui mi ritrovo a dover sgridare un bambino, come devo agire?
Sanzionare non vuol dire analizzare la problematica con il bambino/ragazzo ma metterlo nella condizione di comprendere l’errore per non ripeterlo. Per anticipare l’errore tutto lo staff educativo deve riuscire a trasmettere REGOLE CHIARE e COMPRENSIBILI a tutti e mettere i bambini nelle condizioni di poterle applicare.

FOCUS

E’ troppo facile accusare un bambino di un errore e usare l’autorità dell’adulto per punirlo. Bisogna prima chiedersi se come adulti, siamo stati in grado di spiegare in modo chiaro e comprensibile le regole, i divieti e i doveri . Solo dopo aver fatto questa riflessione, possiamo porci come adulti autorevoli, e non autoritari, ed essere pronti a valutare una sanzione per il bambino che ha commesso la trasgressione. 

Sanzionare non è un atto che va da solo è un’azione riflessiva che richiede di essere GIUSTI e di sviluppare una strategia pedagogica che permetta al ragazzo di crescere.

QUANDO L'ANIMATORE SANZIONA NON DEVE
  • umiliare i bambini/ragazzi
  • farsi trasportare dalle proprie emozioni
  • urlare e perdere la calma
  • minacciare una sanzione senza mai applicarla
  • abusare del suo potere
  • privare di cibo, di momenti comuni
QUANDO L'ANIMATORE SANZIONA DEVE
  • ascoltare realmente e in maniera empatica
  • osservare sé stesso
  • svolgere la funzione di mediatore se sono implicate altre persone
  • essere giusto
  • adattarsi alla situazione e al bambino/ragazzo
  • essere chiaro, spiegare bene le decisioni e condividerle con i bambini e i ragazzi
  • costruire insieme il percorso riparativo
  • essere propositivo, negoziare, consigliare
  • confrontarsi con il responsabile e il coordinatore
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